mercoledì, 27 agosto 2008

(... segue dai post precedenti ...)

  1. Le ecografie successive.

La vostra amata puerpera prosegue con esami e consigli da bottega del tipo: “La birra fa latte”. Ora, niente contro la birra, che ho ingurgitato a decalitri dalla prima giovinezza ad oggi, ma costei, così come tutti gli alcolici, può provocare danni al bambino che forse sarebbe meglio evitare....

Durante la gravidanza si presenterà il momento delle ecografie successive, alcune delle quali con nomi propri (tipo la “morfologica”). Ebbene, state molto ma molto attenti a non perderne NEANCHE UNA, o il risentimento eterno ricadrà su di voi e ad ogni vostra istanza su scelte che interessano il nascituro (nome, sistemi educativi ecc.) vi sentirete rispondere: “Tu che vuoi che nemmeno sei venuto alle ecografie?”. Segnatele in rosso sulla vostra agenda, fate squillare il telefonino il giorno precedente e se non bastasse pagate un notaio perché vi ricordi data ed ora della prossima ecografia con almeno ventiquattrore di anticipo.

Il contenuto delle ecografie successive si fa del resto più interessante delle precedenti. In primo luogo si comincia a vedere qualcosa. Non dico che capirete se somiglia più a voi o alla vostra compagna, ma almeno si riconoscerà la testa dalle braccia.

Anche se può sembrare un filmato sgranato l'ecografia ha in se qualcosa di perverso. Tramite appositi bottoni il medico può infatti “sezionare” il corpo del piccolo, e voi vedrete sullo schermo l'immagine di un corpicino tagliato a metà. Non so se riesco a spiegarmi, ma è meglio essere pronti a questa scena.

Inoltre scoprirete se vostro figlio/figlia ha tutte le braccia, le gambe, le dita ed ogni altra appendice necessaria, fino a quella più attesa, ovvero il sesso.

Non ne conosco molti, ma lo stesso ci sono quelli che non vogliono sapere il sesso del frugoletto. Vogliono che sia una sorpresa al momento del parto.

Quello che non capisco è perché. La sosrpresa è la stessa sia che venga rivelata sei mesi prima o sei mesi dopo. Non è che se si sa al quarto mese che è una femminuccia si dice “Ah, grazie” e se lo si sa alla nascita si dice “ACCIDENTI CHE NOTIZIA! GRAZIE GRAZIE DOTTORE, CHE NOTIZIA! CHIAMIAMO SUBITO I NOSTRI GENITORI!”.

Inoltre l'ignoranza del sesso raddoppia uno dei maggiori motivi di sommessa battaglia che bene o male avrà inizio a breve: la scelta del nome... (... segue...)

postato da: Theofrasto che erano circa le 19:19 | Permalink | commenti
categoria:manuale minimo primo figlio
venerdì, 22 agosto 2008
Qualche domanda e qualche riflessione sorta osservando i vari sport e relativo contorno mediatico:

1- Perché i tuffatori si fanno la doccia insieme all'asciugamano? A casa mia io PRIMA mi doccio e POI uso l'asciugamano.

2- Tutti (e dico tutti) gli sport “minori”, ovvero quelli che non vanno su nessun canale se non alle olimpiadi, si lamentano che ci si ricorda di loro solo ogni quattro anni se vincono una medaglia. Sarà anche vero, ma quanti tra i tiratori al piattello pagherebbero l'abbonamento a “Scherma channel”? E quanti tra i lottatori greco-romani non si perdono una trasmissione sulla canoa?

3- Non so voi, ma a me le atlete del nuoto sincronizzato mettono paura. Tutte tirate dietro la nuca, con quel sorriso stampato e quei movimenti sincopati... Brrr.... Se facessi un film dell'orrore ci metterei delle nuotatrici sincronizzate assassine. Terrore allo stato puro.

4- Potrei scommettere centomila euro se qualcuno degli spettatori della scherma (che non sia del mestiere) capiva una mazza dei colpi a segno o sbagliati fino a quando si accendeva la lucina rossa o verde. Io vedevo solo due con delle spade di fil di ferro che prima saltellavano qualche minuto e poi in un nanosecondo scattavano e subito dopo esultavano. Anche quelli che si erano presi la stoccata esultavano. Niente, senza replay e lucina non ci avrei capito una mazza.

5- Non mi sono mai spiegato quelli che pagaiano in ginocchio. A parte che deve essere scomodissimo, ma poi a parte i pellerossa nei film western, quando mai avete visto uno andare in canoa in quel modo nella vita reale?

6- Sinceramente, essendo in Cina, sono rimasto un po' deluso che non ci fossero nemmeno come sport dimostrativi il sumo, lo shangai e la morra cinese. Sul sumo e lo shangai no, ma sulla morra cinese mi giocavo il bronzo.


Buon rientro a tutti...

postato da: Theofrasto che erano circa le 22:42 | Permalink | commenti
categoria:perle di saggezza, pensierini, domande della vita
mercoledì, 30 luglio 2008

Questo post è un servizio utile a chi vuole bypassare la tangenziale di Capodistria per non pagare la "vignette" obbligatoria dal primo luglio in Slovenia per percorrere autostrade e strade a scorrimento veloce come quella di Capodistria. C'è un file per l'andata ed uno per il ritorno...
ANDATA (VARIANTE):
percorso ANDATA 1


RITORNO (VARIANTE):
percorso ritorno 1



VARIANTE GIA CONTENUTA NEI PERCORSI SOPRA SCARICABILI
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categoria:informazione
domenica, 27 luglio 2008

(... segue dai post precedenti ...)

  1. I mesi del pancione

Una sola cosa caratterizzerà i mesi successivi fino al parto: il pancione.

Finalmente la vostra virilità è diventata ben visibile agli occhi del mondo il quale, a sua volta, vorrà esprimere tutta la propria empirica conoscenza sull'argomento “forma della pancia=sesso del nascituro”.

Qui lo scibile umano assume aspetti parossistici. Come si sa i casi sono due. O è maschio o è femmina. 50% di possibilità di azzeccarci. Eppure voi assisterete ad una dozzina di interpretazioni diverse circa il sesso della creatura in base alle diverse forme della pancia, che possono essere un'altra dozzina. In pratica 12 x 12 = 144 tesi diverse per un caso che ha due sole soluzioni. In confronto il principio di indeterminazione della fisica quantistica è un concetto da educanda.


Nel frattempo vedrete la vostra compagna aumentare sensibilmente di volume. C'è chi aumenta il giusto e chi aumenta ben oltre il giusto. Qui purtroppo non potete farci nulla. Tranne ripetere per molte volte il classico scambio di battute:

“Sono grassa”

“Mannò cara, sei incinta, è diverso.”

“Si ma sono grassa”.

E da qui non se ne esce.


Vorrei tranquillizzarvi circa una leggenda arcaica che tutti conoscono, quella delle voglie.

Sgombriamo subito il campo dalle falsità che si tramandano di generazione in generazione: non esiste nessun legame scientificamente provato (ma nemmeno solamente ipotizzato) tra le voglie più eccentriche di lei e la comparsa di macchie con forma della voglia relativa sul nascituro.

Detto questo sta a voi decidere se vale la pena uscire alle tre di notte per cercare una rivendita di lamponi aperta o cercare di far ragionare la vostra signora proponendole di ingerire qualche cucchiaio di zucchero che tanto l'effetto sull'organismo è lo stesso.

A mio parere queste fantomatiche voglie altro non sono che una sottile arma di ricatto generata subconsciamente dal cervello della puerpera per far patire anche a voi un poco di sofferenze a lei sola destinate dalla natura. Ve la dovrete giocare bene perchè sappiate che se sarete accondiscendenti una volta lo dovrete essere per altri sei o sette mesi.


(...segue...)


postato da: Theofrasto che erano circa le 12:29 | Permalink | commenti
categoria:manuale minimo primo figlio
martedì, 22 luglio 2008
Fantastica la proposta di Maroni di dare la cittadinanza italiana ai piccoli bambini Rom abbandonati. Stupendo il desiderio di dimostrare al mondo (che fino ad ora ha abboccato) che c'è anche la faccia altruista della Lega, oltre al dito medio alzato di Bossi sulla settima strofa dell'inno nazionale.

Peccato che:

1- Come si fa a sapere se un neonato od un bambino è Rom oppure messicano? Test del DNA? Ed al neonato messicano la cittadinanza non la si da?

2- Per legge TUTTI i bambini abbandonati o non riconosciuti dai genitori hanno già di diritto la cittadinanza italiana (art. 1 Legge 91/92)

Considerato ciò temiamo con ansia che le prossime uscite pubbliche di Maroni possano essere:

- Dare uno stipendio secondo contratto al lavoratore marocchino regolarmente assunto da una ditta in Italia.

- Concedere alla nigeriana violentata da un italiano di rivolgersi al giudice per ottenere giustizia.

- Permettere a qualsiasi extracomunitario in regola col permesso di soggiorno di ottenere l'allacciamento di luce, acqua e gas.

Evvai!
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categoria:satira politica
venerdì, 18 luglio 2008

(... segue dai post precedenti ...)


  1. I primi mesi e la prima ecografia

Passata la manfrina sulla divulgazione della notizia (neanche l'arcangelo Gabriele, al cospetto di Maria, era stato così rapido nel dare la notizia) inizia il periodo della gravidanza senza segni esteriori.

Augurandosi che tutto proceda per il meglio vi devo informare di una cosa: fino al terzo mese l'esserino portato in grembo dalla vostra compagna arriva ad essere grosso più o meno come un fagiolo. Pesa meno di una nocciolina e si nutre come una formica obesa. Quindi niente pancia e niente giustificazioni alle scuse che lei eventualmente addurrà per mangiarsi una tripla porzione di gelato dopo cena.

Ad un certo punto verrà il momento della prima ecografia e qui, per evitare inutili entusiasmi, conviene spendere due parole.

L'ecografia è una specie di filmato in diretta in cui non vedrete più cose di quelle che notereste guardando in una pentola che cuoce purè in busta.

O meglio, qualcosa si vede, ma è essenzialmente una macchia scura su sfondo melange. Bene, quello è vostro figlio. Se pensate che all'inizio inizio era un ovulo fecondato grosso quanto un granello di sabbia è tutto grasso che cola.

Ovviamente il medico che farà l'ecografia vi indicherà dove sono testa, cuore, stomaco e forse i primi brufoli sul culetto, ma voi non vedrete assolutamente nulla di tutto questo, anche se annuirete entusiasti. A voi parrà solo un fagiolo nel purè, ma dovrete tenerlo per voi o verrete tacciati di ignoranza assoluta delle cose della vita.


Tutti quanti cominceranno da subito a verificare se la pancia di lei comincia a crescere. Siccome è scientifico che non crescerà fino al quarto mese tutti i commenti del tipo “si vede già un poco di pancia” saranno ignobili falsità dette a soli fini adulatori.

Nel caso in cui la gravidanza non sia troppo tranquilla preparativi ad assistere colei che porta in grembo vostro figlio nelle sue manifestazioni di malessere. Nausee ed inappetenza saranno la regola. Dovrete fare il possibile per renderle la vita meno dura. Se a voi non è toccato di patire i disagi della natività ciò non giustifica che ve ne dobbiate fregare, anche se renderete grazie al Signore od a Madre Natura per aver fatto in modo che non toccasse a voi. E questa non sarà nemmeno l'ultima volta che li ringrazierete da qui fino al parto, specialmente al parto.

Il caffè dopo cena potete anche scordarvelo, a meno che non vi siate muniti di fornello da campeggio e provvediate a farlo e berlo sulla terrazza di casa. E questo vale anche per tutte le altre pietanze che (assolutamente a caso) provocheranno disturbi alla vostra signora.


(... segue ...)


postato da: Theofrasto che erano circa le 18:13 | Permalink | commenti
categoria:manuale minimo primo figlio
mercoledì, 16 luglio 2008

(.... segue dal post precedente ....)

  1. Il test di gravidanza

Che lo abbiate voluto o meno la di voi compagna è rimasta incinta incintenta. Il fatto è che ancora non si sa con certezza. Le mestruazioni sono in ritardo.... Lievi nausee mattutine .... inappetenza etc. etc. .Questi sono i sintomi che capitano a LEI se è incinta ed a VOI dopo averlo scoperto. Per saperlo occorre una cosa sola: il test di gravidanza.

Per chi non lo avesse mai visto è più o meno come uno spazzolino da denti senza le setole. Quindi se ne avete trovati di simili nel portarifiuti del bagno non pensate che la vostra signora si sia decisa a sbarazzarsi dei vecchi spazzolini consunti, ma cominciate a sospettare.

Il suo utilizzo è semplice: ci si fa pipì sopra e si vede se compaiono due strisce anziché una. Due strisce = bebè in arrivo. Una striscia = bebè ancora diviso tra i vostri ed i suoi organi riproduttivi.

Lo dico per i più sprovveduti. La pipì deve essere quella della donna.

Fino al momento in cui la mia compagna non ha provato ad utilizzarlo ero convinto che il “test di gravidanza” fosse un questionario del tipo a risposta multipla.

Invece è una cosa molto scientifica e pare che non sbagli un colpo. O meglio, lui è preciso, ma la sua scala interpretativa di solito le è un po' meno.

“Scusa cara, ma a me non sembrano due linee blu... Mi paiono piuttosto una rosa ed una violetta.”

“Sei il solito cretino. E' una sola linea enorme!”

“Ma no dai! ... aspetta aspetta... ecco! Vedi adesso? Sono due linee distinte! Passami le istruzioni”

“Ma quali istruzioni! Ti dico che una linea c'era già prima e l'altra serve solo a vedere che funziona.”

E via di questo passo fino a quando lei non deve comunque andare dal ginecologo a farsi dare la certezza definitiva.


  1. Quando, a chi e come dare la notizia.

Se il test di gravidanza non è stato fatto in modo condiviso vi potrebbero spettare le più svariate tecniche affinché la vostra compagna vi metta al corrente del fatto. Noi uomini si sa, siamo duri a capire le allusioni od i sottintesi. Per cui tutte le pantomime ed i giri di parole sul fatto che da ora sarete in tre in famiglia o che tra breve lei aumenterà di peso dovranno essere ben comprensibili o voi penserete che la suocera si trasferirà da voi o che la dieta della vostra consorte non funziona molto bene.

Il protocollo per la divulgazione verso l'esterno è ben consolidato. Ci si mette d'accordo per non divulgare la notizia fino almeno al terzo mese, quando le cose sono certe, quando il rischio diminuisce. Ci si vincola con giuramenti reciproci al Silenzio Assoluto pena la fustigazione. Si firma col sangue un patto di segretezza e via così.

Dopo due ore solitamente lo sanno già i rispettivi genitori, fratelli e sorelle ed in casi più rari i cugini di primo grado. Dopo quattro ore il vostro benzinaio vi guarderà con sguardo ammiccante ed un sorriso del tipo “Ce l'hai fatta eh?”. Dopo un giorno vi telefonerà il lontano zio argentino per sapere il sesso del futuro nipote.

Il fatto è che una notizia così attesa dall'intero circondario si diffonde a macchia d'olio senza che neppure ve ne accorgiate. Se volete evitare che si sappia troppo in giro non ditelo a nessuno e chiudete in una cella insonorizzata la vostra compagna per il tempo stabilito. Se non farete così non ci sarà nulla da fare.

postato da: Theofrasto che erano circa le 13:05 | Permalink | commenti (10)
categoria:manuale minimo primo figlio
lunedì, 14 luglio 2008

Questo breve manuale, frutto della diretta esperienza del sottoscritto, è destinato a tutti coloro che si apprestano a veder nascere e dover crescere un figlio, e più precisamente il primogenito. Non che ci sia bisogno di troppa istruzione, ma è pur vero che in giro ci sono una serie di dicerie, leggende e storie che meritano una “parola di verità” che serva a confermare, smentire o semplicemente sdrammatizzare ciò che succederà dal momento del concepimento a quello dei primi mesi dopo la nascita del frugoletto.

Essendo che questa edizione del manuale viene pubblicata su di un Blog, la stessa sarà ridotta il più possibile, in modo da renderla più snella e facilmente assimilabile da chi passi poco del proprio tempo davanti ad un monitor. Quindi evitiamo i preamboli e partiamo subito con la prima sezione, dedicata alla parte per noi maschietti più divertente:

  1. Il Concepimento

Lungi da me l'idea di aggiungere nozioni a quanto già non sappiate su come si tenta di far giungere sano e salvo un vostro “discendente” fin dentro l'accogliente ovulo della futura madre. Del resto se proprio vogliamo ben vedere a noi tocca solo il divertimento. Niente nausee, sbalzi ormonali, pancione da portarsi appresso. Che vi devo dire, se la Natura ha voluto così chi siamo noi per poterci opporre?

Come esistono metodi per evitare la gravidanza, ne esistono parimenti per provocarla. Qui non ci si scappa: durante l'ovulazione (che dura pochi giorni, tra un ciclo e l'altro) occorre provare e riprovare, finchè se non ci sono altri ostacoli si procede all'inseminazione naturale e via che si parte.

Purtroppo la legge italiana sull'inseminazione artificiale è un poco più rigida di quella adottata dal terzo reich per impedire la prolificazione ebraica e quindi, se non viene nulla da solo, occorre andare all'estero.

(... continua...)

postato da: Theofrasto che erano circa le 19:38 | Permalink | commenti
categoria:manuale minimo primo figlio
venerdì, 11 luglio 2008
Ci sono alcuni problemi che ci assillano, più o meno universali, ai quali ho elaborato soluzioni di una semplicità sconcertante. Eccone alcuni:

Malavita organizzata.
Qui la soluzione è così lapalissiana che mi sorprende nessuno ci abbia mai pensato. Arrestiamoli tutti ed è finita lì no? Che ci vuole? Basta sospendere per qualche mese lo Stato di Diritto (c'è chi lo sta già facendo) e passare di casa in casa tra quelli che si sanno essere i capi di mafia, camorra e affini e metterli in galera per sempre. E per trovare i latitanti si usa il loro sistema: si arrestano tutti i familiari fino a quando non si consegnano spontaneamente

Traffico caotico nelle città. Anche qui molto semplice: togliere tutti i parcheggi da tutte le strade dei centri città ed impedire il traffico ai non residenti. Si parcheggia nel proprio garage e se uno non ne possiede si arrangia con mezzi pubblici che a questo punto potrebbero essere potenziati e redditizi, visto che li prenderebbero tutti.

Aumento del costo della vita
. Alzi la mano chi non possiede almeno uno dei seguenti oggetti:
  • navigatore satellitare
  • televisore LCD od al plasma
  • telefonino di ultima generazione
  • spremiagrumi o tritaformaggio elettrico
  • qualsiasi capo d'abbigliamento od accessorio griffato
Ecco, tenete presente che mediamente si spende il 15% del proprio reddito per oggetti inutili o inutilmente costosi, ed almeno un altro 5% in consumi che si potrebbero ridurre col minimo apporto di attenzione. Si chiamano “bisogni indotti”, ovvero la creazione da parte delle corporazioni produttrici del bisogno di qualcosa che, se non esistesse, nessuno vorrebbe fosse inventato. Non cadere nella trappola potrebbe migliorare di molto le cose. Non è facile, ma non c'è niente di facile...

Incidenti sul lavoro.
Banale ma lo stesso nessuno ci arriva: assumere 20.000 persone che si occupino solo di controllare che le norme di sicurezza vengano applicate. Costo? Ad uno stipendio lordo di 35mila euro fanno 700milioni l'anno. La cifra che invece la collettività sostiene per gli infortuni sul lavoro è di 45miliardi e mezzo (fonte osservatorio sul lavoro INAIL). Considerato che se anche si riducono gli infortuni del 30% la collettività risparmierebbe più di 20miliardi l'anno. Oltre ovviamente a diminuire morti e feriti sul lavoro.
postato da: Theofrasto che erano circa le 18:33 | Permalink | commenti
categoria:pensierini
venerdì, 20 giugno 2008

Molti di voi ascoltano centinaia di volte una canzone senza capirne veramente il significato che spesso non è neppure troppo nascosto. E' il caso di “Gelato al cioccolato” cantata da Pupo ma scritta da Cristiano Malgioglio, particolare non trascurabile visto il vero senso della canzone, che andrò per voi a spiegare. Leggete attentamente e vedrete se non ho ragione io.


GELATO AL CIOCCOLATO

Ma dove vuoi andare (1)
Ti amo (2)
Ti annoi va bene balliamo (3)
Sei bella, ti lasci guardare (4)
Con te non c'è niente da fare (5)
Nascosta dai lunghi capelli
Tu balli ma i gesti son quelli
(6)
Bambina ti voglio ti sento (7)
ti muovi, mi turbi mi arrendo (8)

Gelato al cioccolato (9)
E' dolce ma un po' salato (10)
Tu gelato al cioccolato.

Spiegazione del vero testo:

(1) La strofa inizia subito con una precisa domanda che presuppone che la protagonista della canzone stia cercando di sfuggire alla compagnia dell'autore. Trattandosi di Malgioglio se ne capisce anche il motivo.

(2) L'autore butta lì un “ti amo” che sinceramente non c'entra nulla con il prima ed il dopo della canzone, ma serve sostanzialmente a farsi ammettere a Sanremo.

(3) La tipa si sta fracassando i cosiddetti. No sa più che fare e propone di ballare, probabilmente per non rimanere troppo sola con l'autore (che da chiari segni di squilibrio).

(4) Lui insiste, la blandisce ma non le molla gli occhi di dosso. Quel “ti lasci guardare” sta a significare che la tipa è chiaramente legata alla sedia e non può fuggire.

(5) Ecco che le cose precipitano. Lei gli fa capire che tra breve si metterà ad urlare.

(6) Lei cerca di nascondersi dietro la folta chioma per evitare gli sguardi mainacali dell'autore. La frase "ma i gesti son quelli" è una cazzata messa lì per fare la rima. I gesti son quelli, ma quelli cosa? Che gesti?

(7) L'autore ammette di sentirla gridare. Chiaro che ora la situazione è disperata. Lui la vuole!

(8) Lei si divincola, i presenti si accorgono del tentativo di violenza e chiamano la Polizia. La cosa evidentemente stordisce l'autore al quale, colto alla sprovvista, non rimane che arrendersi alle forze dell'ordine.

(9) Qui inizia la sottile metafora. Lui oramai è in prigione, dove un energumeno di colore pretende prestazioni non ortodosse che gli rendano i giorni di prigionia meno malinconici. L'autore entra in un mondo onirico di pura fantasia e trasforma la dura realtà in un atto innocente come mangiarsi un gelato. Per aderire fedelmente alla situazione il gelato non può che essere “al cioccolato”.

(10) Ecco la strofa che vi fa capire che tutto ciò che ho scritto finora è pura verità. Come è più che noto il vero gelato al cioccolato è dolce e basta. Non è salato neanche un poco. Ma quello che Malgioglio sorbisce non è chiaramente un gelato. Ed ora quell'”un po' salato” ha la sua perfetta spiegazione.


Non fa una piega vero?

Ve lo dissi....

postato da: Theofrasto che erano circa le 12:10 | Permalink | commenti
categoria:esegesi canzone popolare